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ROMA - 26-03-2020 -- Ieri il senatore

Enrico Montani è intervenuto in Commissione Bilancio criticando duramente il decreto "Cura Italia". La relazione del parlamentare della Lega ha ricevuto il plauso, tra gli altri, di Matteo Salvini, anch'esso presente nell'aula romana, e del presidente della Commissione, Alberto Bagnai.

"Sono stato destinatario - ha detto Montani - di molteplici segnalazioni da parte di operatori economici, soprattutto del mio territorio di riferimento, che evidenziano tutti i limiti del provvedimento in esame. Sono tuttavia convinto che la crisi possa anche diventare, se adottate le misure giuste e stanziate adeguate risorse, l'occasione per un nuovo sviluppo del Paese, come già accaduto nel secondo dopoguerra col "Piano Marshall". Serviranno però - ha sottolineato Montani - anche forza e coraggio: la prima la metteranno gli italiani, mentre la seconda la dovrà mostrare la politica con le sue scelte. Entrando nel merito - ha detto ancora Montani - ritengo che il provvedimento così fatto possa permettere al Paese esclusivamente di sopravvivere. Esorto, dunque, la Commissione a trovare la coesione e la comunità d'intenti già mostrata in passato, anche con altra maggioranza, e il Governo non solo ad ascoltare, ma anche a dare seguito alle proposte delle opposizioni, del mondo produttivo e dei semplici cittadini, per migliorare il testo in esame".

Sempre secondo la Lega, "c'è qualche sciacallo che sta aspettando di fare acquisti sottocosto di aziende italiane, c'è chi approfitta del virus per fare guerra commerciale ai nostri prodotti. La gente si chiede se avrà lo stipendio a fine mese, quando partirà la cassa integrazione, c'è il tema degli affitti per chi è in questo momento non lavora ed è a casa. Il decreto "Cura Italia" non copre milioni di italiani. In Gran Bretagna lo Stato garantisce l'80% degli stipendi di tutti i lavoratori, negli Stati Uniti c'è un piano da 2.000 miliardi. Bisogna avere coraggio e guardare al dopodomani: preferiamo spendere 100 oggi piuttosto che sopportare costi economici domani, con chiusura di attività e cassa integrazione. Qui c'è in ballo la sopravvivenza di un Paese". Infine l'appello: "All'Unione Europea chiediamo di lasciarci usare per gli italiani i soldi degli italiani". (c.s)

 

 

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