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OLEGGIO - 21-11-2020 -- Il gruppo Oleggio Grande

intende ricordare il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne., esponendo in alcuni negozi della città alcune sedie rosse.

"E' una data importante e non la si può lasciare indietro, non si può scordare che anche quest’anno molte donne sono morte per mano di uomini a loro “vicini”, che molte donne subiscono violenze, che molte donne ogni giorno vivono nella paura - si legge in una nota -  Nonostante la pandemia, nonostante le difficoltà di tutti, noi di Oleggio Grande abbiamo deciso di fare qualcosa per tenere alta l’attenzione sulla violenza contro le donne.  Siamo una associazione politica e culturale; lavoriamo sia in Consiglio Comunale che tra le associazioni , e abbiamo partecipato e attivato a molte iniziative. Occuparsi di temi sociali significa divulgarli il più possibile: la sensibilizzazione passa attraverso la visibilità pubblica.
Nel 2018 abbiamo realizzato una mostra," #DisParità Di Genere", visibile in piazza e presso alcune scuole dei dintorni. L'anno scorso abbiamo ispirato e collaborato all'iniziativa dell'Amministrazione, con le sedie rosse a popolare i portici in ricordo delle molte donne morte durante l'anno - prosegue la nota -  Quest’anno abbiamo esposto in alcuni negozi della città delle sedie rosse, simbolo di #PostoOccupato, con cui abbiamo nuovamente collaborato. Le sedie stanno là dove le donne vittime dovrebbero stare: in mezzo a noi, a tutti; il 25 Novembre le raduneremo tutte davanti a un supermercato che ha aderito con slancio all’iniziativa.
Su ogni sedia i cartelli parlano di temi legati al femminicidio e alla violenza: 5 temi in tutto. Avevamo previsto cinque postazioni, sono diventate ad oggi 17: l’attenzione c’è ed è alta. La prima sedia, “fissa” in una panetteria, è dedicata a Simona Melchionda, uccisa 10 anni fa: perché non tutti conoscono la sua storia, che invece ci è terribilmente vicina.  Ad ogni tema corrisponde un articolo di approfondimento, pubblicato sul nostro sito www.oleggiogrande.it. Per quanto riguarda la storia di Simona, abbiamo scelto di non raccontare i fatti affidati alla cronaca, ma di puntare l’attenzione sul clima omertoso e giudicante che si era creato in paese, con l’augurio che le cose siano nel frattempo cambiate".

 

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