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NOVARA -11-09-2017-“Conoscevo superficialmente Berti

(ex gestore del bar Coccia, ndr); non so se fosse particolarmente amico di Giordano, di certo non faceva parte della sua cerchia ristretta di amici. Alla festa (quella alla terrazza del Coccia per i 40 anni dell’ex primo cittadino, ndr) eravamo un’ottantina, forse un centinaio di persone”. “Conosco Giordano da quando eravamo ragazzini, poi ognuno ha imboccato la sua strada. Ci siamo poi ritrovati, sì, siamo amici. E conosco anche Berti. I miei rapporti con lui sono stati di tipo professionale. Non penso che Giordano e Berti si frequentassero”. Ancora testi chiamati dalla difesa dell’ex primo cittadino di Novara (avvocati Fabrizio Cardinali e Paolo Marchioni), per la tranche relativa alla vicenda del bar Coccia nel maxi processo che vede in aula, principale imputato, Massimo Giordano, ex sindaco ed ex assessore regionale allo sviluppo (chiamato dalla procura a rispondere delle accuse di concussione, corruzione e abuso d’ufficio; per quanto riguarda il filone Coccia è chiamato a rispondere delle accuse di concussione e abuso d’ufficio); imputate con lui, a vario titolo, altre sedici persone tra ex amministratori, dipendenti pubblici e imprenditori. Tutta l’inchiesta era partita da un esposto, presentato da un cittadino, per gli schiamazzi notturni al bar Coccia e per l’inottemperanza dei gestori del bar alle ordinanze di tribunale e Tar circa l’orario di cessazione della musica.  Indagando in questa direzione i sostituti novaresi avrebbero poi messo in luce una serie di episodi legati all’attività politica di Giordano a Novara e a Torino. Per quanto riguarda il filone relativo alla vicenda del bar Coccia gli ultimi testi a difesa dovrebbero essere ascoltati nell’udienza già fissata per il prossimo 25 ottobre.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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