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Djalali foto

NOVARA -14-01-2018 - La stampa belga

ha riferito che nei giorni scorsi il ministro degli esteri Didier Reynders ha sottolineato al suo omologo iraniano Mohammad Javad Zarif la speranza che la sentenza di condanna a morte per Ahmadreza Djalali non verrà eseguita. Il ricercatore, condannato a morte ad ottobre per spionaggio, con sentenza confermata dalla suprema corte iraniana poco prima di Natale, ha lavorato per due anni a Novara al centro di Medicina dei disastri dell'Upo. L'incontro fra il ministro belga e quello iraniano è avvenuto giovedì: il ministro belga, che ha sottolineato come il suo paese sia contro la pena capitale, ha inoltre detto che il primo ministro Charles Michel ha inviato una lettera al presidente iraniano Rouani su questo argomento. Anche il ministro degli esteri svedese, (Djalali ha doppia nazionalità, iraniana e svedese, ndr) a Bruxelles per un incontro dell'Ue, ha ricordato che il suo paese, così come il resto dell'Unione Europea "condanna la pena di morte in tutte le sue forme". Intanto, in rete, sta circolando un'immagine di Djalali in cui appare visibilmente smagrito e provato dalla situazione e dagli ormai molti mesi di carcere. Il ricercatore era stato arrestato in Iran mentre si trovava nel paese per partecipare ad un convegno.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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