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riso

TORINO - 05-12-2018 - Coldiretti ha commentato la decisione dell'Unione Europea di introdurre i dazi per fermare l'invasione di riso da Cambogia e Birmania, che per anni ha fatto concorrenza sleale ai produttori italiani nonostante l’accusa di violazione dei diritti umani ed addirittura di “genocidio intenzionale” peri i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya. E’ quanto è emerso nell’incontro organizzato da Coldiretti a Roma per l’occasione vista la decisione di applicare la clausola di salvaguardia con i dazi sulle importazioni di riso da questi Paesi, assunta dal comitato “Sistema Preferenze Generalizzate” su proposta della Commissione europea. Il comitato ha votato a maggioranza l’imposizione di misure di salvaguardia richieste dall’Italia con 13 voti a favore tra i quali la Francia (57% della popolazione), 7 astenuti tra i quali la Germania e 8 contrari tra i quali la Gran Bretagna con la mancanza di una maggioranza qualificata che consente ora alla Commissione di procedere con le misure da lei stessa proposte che prenderanno effetto da metà gennaio 2019.“Nonostante le accuse di sfruttamento del lavoro, anche minorile, i due Paesi asiatici hanno goduto fino ad ora da parte dell’Unione Europea del sistema tariffario agevolato a dazio zero per i Paesi che operano in regime EBA (tutto tranne le armi). E’ ora di dire basta – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - motivo per cui questa è una misura indispensabile al fine di difendere il nostro riso piemontese. Ricordiamo, oltretutto, che il Piemonte resta la regione italiana con i numeri maggiori a livello produttivo con 117 mila ettari, 8 milioni di quintali di produzione e quasi 1900 aziende”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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