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funerale leonardo

NOVARA – 28-05-2019 – “Lasciate che i bambini vengano a me…”. Questa frase del Vangelo di Marco è risuonata più volte nell’omelia pronunciata dal vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla, ai funerali del piccolo Leonardo Russo, il bimbo di 20 mesi deceduto la scorsa settimana in seguito alle percosse ricevute. Per la sua morte sono stati fermati la madre ed il compagno di lei, accusati di omicidio volontario pluriaggravato. Una tragedia che ha scosso Novara, come non ha mancato di rimarcare il vescovo, durante la funzione: “Tutta la città si stringe con un unico cordone d’affetto quasi per arginare l’onda di male che ci trafigge il cuore e sembra minacciare ciascuno di noi, lasciandoci nella paura e nello sconforto”.

La minuscola bara bianca è stata accolta dagli applausi dei tantissimi accorsi per l’ultimo saluto a Leonardo, una folla commossa a cui il vescovo si è rivolta chiedendo: “Che cosa ci dice Leonardo, che cosa non è riuscito a dire a chi gli stava vicino?”. Due le frasi sottolineate da monsignor Brambilla: “Accogliete i bambini” perché “La strage degli innocenti continua fino ai nostri giorni: da chi non accoglie la vita, dalle violenze in famiglia, dalla barbarie ideologica che attraversa l’Africa, il Medio Oriente, sino allo Sri Lanka”. Poi “Custodite i bambini” perché “Oggi non sappiamo come sfogare la nostra rabbia, vogliamo innalzare un muro, perché il male non ci tocchi, la violenza non ci contamini, la depressione non ci distrugga. Non possiamo solo operare chirurgicamente il male, dobbiamo guarirlo con pazienza, dobbiamo somministrare la medicina del bene, il farmaco della prossimità, delle relazioni buone, delle nostre periferie che devono diventare accoglienti, dei nostri quartieri che devono ritornare a vivere, degli spazi per il gioco e la vita comune, delle risorse date per le famiglie povere, dell’attenzione agli svantaggiati”.

 

 

 

 

 

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