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NOVARA - 19-07-2019 - L’ecobonus scontato

in fattura previsto dall’articolo 10 del Decreto Crescita produce una distorsione grave del mercato a danno delle micro e piccole imprese. “Abbiamo subito segnalato questa grave situazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato” spiega Amleto Impaloni, direttore di Confartigianato  Imprese Piemonte Orientale.  La nuova legge prevede che per i lavori di riqualificazione energetica o antisismici si può chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale in 10 anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori. Sconto che l’impresa potrà farsi rimborsare dallo Stato tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque anni. Inoltre, l’impresa potrà scegliere di cedere il credito così acquisito ai suoi fornitori di beni e servizi. Non potrà invece cederlo a istituti di credito e intermediari finanziari. “Temiamo che questo meccanismo penalizzi, escludendole dal mercato, le migliaia di piccole imprese del ‘sistema casa’ che solo per scarsa liquidità finanziaria e insufficiente capienza fiscale per compensare il credito d’imposta non saranno in grado di praticare lo sconto” continua Impaloni. “Proprio l’Antitrust è intervenuta in sede di discussione parlamentare, evidenziando che la norma del Decreto Crescita ‘appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni. Stiamo lavorando affinché l’attuale impostazione della misura sull’ecobonus possa essere rivista al più presto, prima che l’Agenzia delle Entrate emani il provvedimento di attuazione” conclude Impaloni.

 

 

 

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