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NOVARA - 14-09-2019 -  "Il grido d'allarme lanciato oggi a Novara dalle autorità locali e regionali circa l'esigenza di passare alla fase finale delle procedure ministeriali per l'attuazione della Città della Scienza e della Salute di Novara è fondato, e l'avrei detto anche dal palco se ci fosse stato il bon-ton istituzionale di consentire ai parlamentari presenti di esprimersi  - ha detto l'on Enrico Borghi,  segretario d'aula e membro dell'ufficio di presidenza del Partito Democratico alla Camera dei Deputati-  Nei mesi scorsi, l'ostracismo ideologico della ex ministra Giulia Grillo aveva impedito di finalizzare il percorso autorizzativo per la nuova struttura sanitaria novarese, portato avanti in maniera del tutto analoga per il nuovo Parco della Salute di Torino per il quale invece dal ministero era avviato il via libera. La dichiarazione resa oggi dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, circa la disponibilità regionale a varare una legge a garanzia del partenariato pubblico-privato  per la realizzazione del nuovo ospedale di Novara -condizione posta, forse impropriamente, dal ministero per procedere oltre- sgombra il campo da ogni dubbio. Mi attendo a questo punto che il nuovo ministro della Salute, Roberto Speranza, finalizzi in maniera concreta e definitiva un percorso per il quale vi è già stato l'accordo di programma tra Stato e Regione, nonchè l'assenso della Conferenza delle Regioni con il relativo inserimento nel Piano Sanitario Nazionale, e avrò modo di sollecitarlo direttamente e personalmente in questa direzione. Peraltro, visto che la Regione Piemonte si appresta a legiferare in materia di garanzie per la nuova struttura pubblica di Novara, potrebbe tranquillamente fare altrettanto anche per il Verbano Cusio Ossola mettendo finalmente la parola fine a questo traccheggiamento in materia di edilizia sanitaria che rischia di far perdere le risorse pubbliche già stanziate per il nuovo nosocomio del VCO".


IIl consigliere regionale e vice presidente della Commissione Sanità della Regione, il novarese Domenico Rossi, ha diffuso una nota a margine dell'incontro nella quale sottolina: "Non lasciamo lasciamo alibi al Ministero. Si voti subito la legge richiesta da Roma per sbloccare i fondi per la Citta della Salute e della scienza di Novara. E’ importante l’apertura odierna del Presidente Cirio, che ha ribadito la volontà di Regione Piemonte nel proseguire sul percorso del partneriato pubblico-privato: l’unica che in questo momento consente di realizzare l’opera in tempi brevi e scongiurare ritardi o peggio il definitivo tramonto del progetto. La Giunta presenti il disegno di legge al più presto: noi siamo disposti a sostenerlo con forza - ha aggiunto Rossi, che ha invitato l'assessore Icardi - a non aprire, come ha fatto intendere ancora oggi, a possibilità di finanziamento alternative come quella dell’Inail: non è quest’ultima una soluzione equivalente, poiché significherebbe ricominciare tutto da capo e si rischia di dare messaggi ambigui, come se fossimo disponibili a tornare indietro. Mi sono già attivato con il capogruppo di LEU alla Camera per aprire un dialogo diretto con il Ministro Speranza e analogamente informeremo i Sottosegretari appena nominati, affinché tutti siano consapevoli della posta in gioco”.

 

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