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Export AltoPiemonte 1sem2021

ALTO PIEMONTE - 15-09-2021 - Nel corso del primo semestre 2021 il valore delle esportazioni dell’area del Piemonte Orientale (Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola), si è attestato poco al di sopra dei 5 miliardi di euro, registrando un aumento del +17% rispetto al corrispondente semestre 2020.

La performance delle esportazioni riflette le diverse specializzazioni tra i territori: il comparto tessile-abbigliamento, in particolare, mostra segni di ripresa meno marcati rispetto ad altri settori, in quanto ha risentito maggiormente della crisi legata alla pandemia e della difficoltà attraversata dal commercio internazionale. Il comparto rappresenta una quota di oltre il 22% sul totale delle esportazioni del quadrante e registra un aumento della quota export del +8,7% rispetto al corrispondente periodo del 2020.

La provincia di Biella, che in valori assoluti copre il 15,3% delle esportazioni del quadrante del periodo gennaio-giugno, ha registrato inevitabilmente il dato meno brillante, considerata la specializzazione produttiva legata al tessile-abbigliamento, con un aumento pari al +9,4%. La provincia di Novara, che esprime il 51,5% del valore delle esportazioni del territorio, ha segnato una crescita del +17%. Il VCO registra un aumento percentuale del +25,7% rispetto ai primi sei mesi del 2020, a fronte di un peso sull’export del quadrante pari al 7,5%, mentre la provincia di Vercelli, che copre una quota del 25,8% dell’export dell’area, registra un dato in aumento del +19,6%.

La crescita complessiva del quadrante, pari al +17%, è inferiore alla media totale del Piemonte, pari a +29,5%, in un contesto che ha visto l’Italia Nord Orientale crescere del +22,9% ed il Paese nel suo complesso del +24,2%. Una differenza di intensità riconducibile alla forte crescita dell’automotive e del comparto agroalimentare, che sostengono la performance del Piemonte e delle aree con spiccate vocazioni in tali comparti.

Le vendite all’estero delle province di Biella, Novara, Vercelli e VCO rappresentano il 20,9% sul totale delle esportazioni piemontesi, percentuale che cresce in modo significativo in alcuni settori. Limitandosi all’analisi delle specializzazioni produttive che esprimono nell’ordine i più importanti valori assoluti, si rileva come le esportazioni del tessile-abbigliamento dell’area rappresentino ben il 76,3% del totale del Piemonte, i macchinari il 24,8%, i prodotti chimici il 35,9% e gli articoli farmaceutici il 69,1%.

Guardando ai principali mercati di sbocco, Germania e Francia, rappresentano i principali partner commerciali per tutte le realtà provinciali, con alcune importanti differenze.

 "Se gli effetti della pandemia hanno pesantemente influito sugli scambi commerciali, il forte recupero dell’economia globale e del commercio internazionale mostrano i primi segnali positivi per le nostre imprese. Il dato più incoraggiante non è tanto il confronto con il 2020, quanto quello con il corrispondente periodo pre-Covid del 2019, rispetto al quale i valori dell’export tornano ad avvicinarsi, evidenziando differenze minime" commenta Fabio Ravanelli, Presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli, Novara, Verbano Cusio Ossola. "L’internazionalizzazione è uno degli ambiti di azione prioritario del sistema camerale e il nostro Ente è particolarmente impegnato sul tema della formazione e dell’orientamento alle imprese: nel mese corrente sono in programma due webinar gratuiti dedicati a mercati emergenti e adempimenti doganali, a cui si aggiunge un ulteriore corso più strutturato che prenderà il via ad ottobre, oltre alla possibilità di candidarsi al progetto di assistenza personalizzata Stay Export, le cui candidature sono aperte fino al 30 settembre".

 

FOCUS BIELLA

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un aumento del +9,5%, costituiscono la componente quasi esclusiva dell'export provinciale. In leggera ripresa nel complesso i prodotti tessili (+4,7%), che rappresentano il principale settore (con una quota pari al 57,6% del totale export provinciale) nel cui ambito i tessuti (-21,8%) registrano ancora un pesante trend negativo, al contrario degli altri comparti dei filati (+24,3%) e degli altri prodotti tessili (+22,1%).

Per quanto riguarda i mercati di sbocco, l'Unione Europea, che assorbe il 51,5% delle vendite all’estero, rappresenta la destinazione principale dell’export biellese, nonostante l’uscita della Gran Bretagna. L’aumento dell’export verso l’UE è nel complesso del +14,8%, con risultati eterogenei nei diversi Paesi di destinazione. Stabili le vendite verso la Germania (+0,6%) che rimane il principale cliente estero, in crescita del +21,1% l’export verso la Francia. Le destinazioni extra-UE coprono il 48,5% dell’export provinciale, con una crescita del +4,2%, trainata dalla domanda della Cina che, con un incremento del +41,1%, si attesta come il terzo mercato di riferimento.

Nell’ambito del quadrante la provincia di Biella, sul fronte export, è quella a segnare la maggiore distanza dai livelli raggiunti nel corrispondente periodo del 2019, con un dato del -22,5%.

FOCUS NOVARA

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un incremento del +17,2%, costituiscono la componente quasi esclusiva dell'export provinciale. Considerando le variazioni dei settori con maggiore peso in valore assoluto, i macchinari registrano una buona crescita, pari al +32,7%, coprendo quasi oltre il 31% del totale dell’export provinciale. Bene anche la chimica e l’alimentare con dati in aumento rispettivamente del +21,1% e +23,8%.

Analogamente ad altri territori è il comparto del tessile-abbigliamento a non mostrare segnali di ripresa, registrando una contrazione del -12,2%.
Per quanto riguarda i mercati di sbocco, l'Unione Europea assorbe in questo primo semestre ben il 63,7% delle vendite all’estero, registrando un aumento del +23,7% rispetto al corrispondente periodo del 2020. La quota dell’export extra- UE si attesta al 36,3% in aumento del +6,9%. Principale mercato di sbocco si conferma la Germania, con un aumento delle vendite del +15,6%, seguita dalla Francia (+18%), mentre il forte incremento delle esportazioni verso gli Stati Uniti (+32,2%) portano il Paese nordamericano al terzo posto nella graduatoria.

Nel complesso le esportazioni del primo semestre avvicinano la quota raggiunta nel corrispondente periodo pre-crisi del 2019, con una lieve differenza del -2%.

FOCUS VERBANO CUSIO OSSOLA

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un aumento del +24,2%, costituiscono la componente quasi esclusiva dell'export provinciale della provincia del Verbano Cusio Ossola. Guardando ai settori di maggiore importanza, anche in termini di valore assoluto del contesto economico locale, il comparto dei metalli di base e prodotti in metallo registra una buona ripresa, con un dato del +49,9%, arrivando a coprire il 32% circa dell’export provinciale. Bene anche la chimica (+58,8%), mentre risulta in calo il settore dei macchinari (-6,6%) e in sostanziale tenuta quello degli articoli in gomma e plastica (+2,3%). Per quanto riguarda i mercati di sbocco, l'Unione Europea assorbe il 62,4% delle vendite all’estero, registrando una sostenuta crescita rispetto al corrispondente periodo del 2020 (+24%). La quota dell’export extra-UE si attesta al 37,6%, in aumento del +28,5%. Principale mercato di sbocco la Germania, con un dato in aumento del +48,5%, seguita dalla Svizzera, con un dato del +29,1%.

Seppure in ragione di valori assoluti bassi, l’export provinciale ha superato del +12,4% i valori raggiunti nel corrispondente periodo 2019, antecedente la crisi pandemica.

FOCUS VERCELLI

Nel complesso il dato è positivo (+19,6%) con il settore manifatturiero a coprire quasi in esclusiva la quota dell'export provinciale, segnando nel suo insieme un aumento del +19,7% dei volumi di vendite all'estero. Tra i settori di maggiore peso il tessile-abbigliamento è trainato dalla sua seconda componente, gli articoli di abbigliamento, che segnano un deciso incremento, pari al +65,5%, mentre i prodotti tessili mostrano una leggera ripresa (+7,7%).

In netta crescita il secondo comparto, quello dei macchinari (+24,6%), mentre segna una sostanziale stabilità il settore farmaceutico-chimico-medicale (-0,4%), analogamente all’alimentare (-0,6%).
In questo primo semestre i bacini UE ed extra-UE si spartiscono parimenti le percentuali di destinazione (rispettivamente 49,9% e 50,1%). Le vendite sul mercato dell’Unione Europea nel complesso registrano un aumento del +13,5%, mentre quelle verso i Paesi extra UE del +26,2%.

La Germania si conferma come principale mercato (+13,9% l’aumento registrato), seguita dalla Francia (+10,8%). Nonostante il lieve calo (-4,3%) gli Stati Uniti restano il terzo mercato di riferimento, seguiti dalla Cina verso la quale le vendite risultano di fatto raddoppiate nel corso dei sei mesi (+96,1%).

Anche la provincia di Vercelli si attesta a valori export assai vicini a quelli pre- crisi del 2019 (-1,4% lo scarto rispetto al primo semestre 2019).

 

 

 

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