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NOVARA - 25-11-2021 -- In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne abbiamo intervistato il Signor Questore di Novara, dott.ssa Rosanna Lavezzaro. Le abbiamo posto alcune domande per fare il punto sulla situazione nel novarese proprio riguardo questo argomento. 


“Il periodo della pandemia –dice – è stato un limbo per le denunce, un po’ perché si era chiusi in casa e non era facile comunicare con le Forze dell’Ordine, sporgere una denuncia era  davvero difficile, tuttavia noi non abbiamo creduto che fossero potuti diminuire i casi di violenza. Sono pervenute poche denunce scritte e perlopiù da terze persone, colleghe di lavoro, amiche e soprattutto via mail, proprio perché non c’era la possibilità di muoversi. Terminati i 18 mesi  più significativi dovuti all’emergenza sanitaria, si è ritornati a livelli soliti, riallineati a pre Covid”. Il Questore manifesta  un certo dispiacere a constatare ciò, dati alla mano. “Con tutto il lavoro che è stato fatto, le campagne informative, gli spot televisivi, seminari e quant’altro, lo sforzo non è stato ripagato da un risultato consolante, anche se piccoli passi sono stati fatti, ma nulla di proporzionato agli sforzi fatti”.

I dati degli ultimi dieci giorni sono davvero un incubo, ogni due giorni in Italia c’è un femminicidio ed ora, purtroppo sono coinvolti anche i bambini.

Il Questore  continua: “Dal 1 gennaio al 15 novembre di quest’anno sono state impiegate due sezioni della Squadra Mobile, le unità potenziate da 4 a 6, 57 fascicoli aperti, di cui l’80% a Novara e tra questi maltrattamenti in famiglia, 1 violenza sessuale, 10 atti persecutori e lesioni personali aggravate. Sono state eseguite 16 misure di cui 5 allontanamenti da casa famiglia, 3 obblighi di dimora in comune diverso, 5 custodie cautelari”.

Il Questore ha proceduto mediante ammonimenti, avvisando il violento che avrebbe rischiato denuncia. In alcuni casi ciò è bastato. Un totale di 32 ammonimenti. Altre misure sono il divieto di avvicinamento, l’allontanamento da casa . Ma è fondamentale la sinergia tra Polizia di Stato, Procura e Servizi Sociali.

“I meccanismi – ha concluso Lavezzaro – funzionano, il quadro è efficiente, i risultati però spesso sono lunghi ad arrivare. A volte le stesse donne, per svariati motivi, tardano a presentare denuncia, per svariati motivi, dal culturale alla grande difficoltà a recidere un rapporto fino all’incapacità di accettare il dolore che inevitabilmente l’abbandono procura”

Manuela Peroni Assandri

 

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