MALPENSA - 12-06-2025 -- Un’importante operazione congiunta di controllo e prevenzione, finalizzata a contrastare l'introduzione illegale di specie ittiche aliene sul territorio nazionale, si è svolta nei giorni scorsi presso lo scalo passeggeri dell'Aeroporto Internazionale di Milano Malpensa.
L'iniziativa, frutto di una efficace sinergia interistituzionale, ha visto impegnati il personale militare del 1° Centro di Controllo Area Pesca della Guardia Costiera di Genova, coadiuvato dal personale dell'Agenzia delle dogane e dei Monopoli e dalla Guardia di Finanza di stanza presso lo scalo aeroportuale.
L’attività ispettiva si è focalizzata sui bagagli dei passeggeri provenienti dai voli "extra Schengen", con particolare attenzione a quelli originari della Cina, aree geografiche spesso associate al traffico di prodotti ittici non consentiti. Gli ispettori della Guardia Costiera, figure professionali altamente specializzate e certificate in materia di tutela alimentare e del rispetto dei requisiti di tracciabilità e legalità delle catture, come stabilito dal Regolamento (UE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, relativo a un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), hanno condotto un totale di 40 ispezioni approfondite che hanno portato alla successiva emissione di 17 verbali di distruzione di prodotti non consentiti. Questo Regolamento, unitamente ai Regolamenti (UE) 2019/2022 e 2017/625, rappresenta uno strumento fondamentale per garantire che solo i prodotti della pesca catturati legalmente e tracciati in tutte le fasi della filiera possano accedere al mercato comunitario, tutelando così sia i consumatori che le risorse marine.
L'impegno congiunto delle forze in campo ha permesso di accertare numerose irregolarità e di sottoporre a sequestro un ingente quantitativo di circa 650 kg di prodotti ittici e di circa 170 kg di prodotti vegetali, opportunamente celati all’interno dei bagagli dei passeggeri. Il rinvenimento di tali prodotti, spesso trasportati in condizioni igienico-sanitarie precarie e senza alcuna certificazione, può esporre a rischi il biota marino mediterraneo, dato che l'immissione di specie aliene può, infatti, alterare l'equilibrio degli ecosistemi marini, portando a squilibri trofici, competizione con le specie locali e potenziale introduzione di patogeni sconosciuti.
Nello specifico, il sequestro ha riguardato una varietà di prodotti tra cui:
- 80 kg di datteri cinesi vivi: una specie non autoctona e potenzialmente invasiva.
- 50 kg circa di arca asiatica viva: anch'essa una specie esotica con potenziali impatti sull'ecosistema.
- 50 kg di gasteropodi marini vivi: la cui introduzione incontrollata può alterare le catene alimentari locali.
- 30 kg di pesce bumalo e 10 kg. di meduse in salamoia: prodotto conservato in modo non conforme e privo di garanzie di salubrità.
- 40 kg di esemplari di Pampus argenteus fresco (Silver Pomfret): una specie di pesce ampiamente consumata in Asia, ma la cui introduzione nel Mediterraneo, come specie aliena, è già stata oggetto di attenzione scientifica.
- circa 390 kg di pesci, crostacei e molluschi essiccati vari: prodotti privi di documentazione che ne attestasse la provenienza e la conformità ai requisiti sanitari.
Tutto il prodotto sequestrato, privo di qualsivoglia documentazione attestante la provenienza lecita e soggetto a forme di trasporto non consentite, prive di qualsiasi garanzia di rispetto della catena del freddo, è stato avviato direttamente alla distruzione, come previsto dalla normativa vigente. I responsabili dell'introduzione illegale di tali prodotti sono stati perseguiti secondo le leggi nazionali e le normative europee in materia di pesca illegale e sicurezza alimentare.
Questa operazione sottolinea l'importanza di una costante vigilanza su tutti i possibili canali di importazione e transito dei prodotti ittici e della collaborazione tra le diverse Istituzioni per la tutela del nostro territorio e delle nostre acque. La prevenzione dell'immissione di specie ittiche aliene e il controllo rigoroso sulle importazioni illegali rimangono pilastri fondamentali per la salvaguardia del patrimonio marino italiano ed europeo. (c.s)


