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TORINO - 30-08-2018 - Si è svolto oggi, giovedì 30 agosto, a Torino, nella sede del Provveditorato regionale delle Opere Pubbliche, un incontro, dopo che giovedì scorso  lo stesso aveva trasmesso alle amministrazioni provinciali la richiesta di coordinare i Comuni nella raccolta dei dati relativi allo stato di salute delle infrastrutture del territorio. Si è deciso di inviare una  lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nella quale Regione, Province e Comuni piemontesi rappresenteranno le difficoltà riscontrate a seguito dell’azione di monitoraggio delle opere viarie avviata dopo i fatti di Genova.  Alla riunione ha partecipato Anci Piemonte, che già si era fatta carico della questione rappresentando le perplessità e i dubbi dei Comuni associati. Come spiega il presidente Alberto Avetta: "L’incontro di oggi si rivelerà utile nella misura in cui alle parole seguiranno i fatti. Chiederemo al Ministero tempi congrui per poter effettuare un check-up attendibile ed efficace e soprattutto risorse per effettuare le rilevazioni e realizzare le opere. Il monitoraggio serve se poi gli interventi individuati vengono effettivamente finanziati e realizzati. Altrimenti resta un esercizio fine a se stesso".  Alla riunione ha partecipato anche il presidente della Consulta Aree Vaste di ANCI Piemonte (ex Unione delle Province Piemontesi), Emanuele Ramella Pralungo: “Oggi abbiamo ribadito tutte le nostre perplessità, non possiamo farci investire dall’onda di ciò che è accaduto a Genova: la questione è delicata e va gestita con estrema cautela". "Oggi – concludono Avetta e Ramella – abbiamo ribadito che la responsabilità della manutenzione stradale è degli amministratori locali. Una cosa forse non è ben chiara: se domani, per ragioni di sicurezza, noi sindaci e presidenti di provincia decidessimo di chiudere al traffico tutte le opere viarie potenzialmente a rischio, l’Italia si fermerebbe".

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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